Ultimi Scritti Pubblicati

Reti e Stanze

A volte ci sono sguardi di altri nella mensa che ti raccolgono, ti colpiscono. Molti di questi rimangono tali e quali a prima: sconosciuti. Non hanno una vitalità neanche loro, o forse la hanno nella loro stessa vita. Come per Giovanni non riesco a leggere le menti altrui, ma solo quei gesti che sono tanto chiari perché li fanno spesso. Dallo scaccolarsi il naso al gesticolare in gruppo. Dal poggiare la testa sulla tavola al leggere il telefonino distrattamente. [..] Queste sono i miei compagni sconosciuti di vita, questi sono coloro che fanno da sfondo ad alcune mie giornate.

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Veloce, quasi diretto

Picchiettavo una bacchetta d’ebano sul palmo della mano e guardavo fuori alla finestra con il sole ancora alto. Stavo facendo mente locale sul cosa fare dopo mezzogiorno, come organizzarmi, quando il bacchettare lento e ritmico mi ha totalmente sottratto al pensiero. Il tamburellare è diventata la mia attività principale e avevo interesse momentaneo solo per quello. E’ stata mia zia a disincantarmi “Leo, me la faresti una cortesia?” e poco dopo ero già fuori casa. Adoro le giornate estive per tutti quei colori dorati che verso l’ora di pranzo si vedono sugli alberi e sui palazzi. Apprezzavo anche con il carico di commissioni, ma erano cose da poco.

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Stagioni che vanno

I piedi si poggiano sull’acqua e affondano di poco nella sabbia, cammini così in questa landa di mare dove il vento spira forte e i gabbiani regnano. Non c’è sole, oggi. C’è il vento che muove il tuo foulard e lascia il tuo occhio sospeso su quella distanza che hai davanti, un’onda avanti, un’onda indietro. Ti muovi piano e posi le mani in tasca, qualche sassolino raccolto e le tue dita che non vogliono prender freddo. Ti accarezza il viso solo la persona che hai dimenticato alla banchina, sulla nave andata via, lontana, che fuma.

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